Presentato il Rapporto ASVIS 2025

Il Rapporto 2025 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” è stato presentato a Roma il 22 ottobre: “in un contesto globale drammatico, l’Italia arretra o procede al rallentatore.”

Questa decima edizione del Rapporto traccia un quadro preoccupante: il mondo è attraversato da crisi multiple e da un arretramento su pace, giustizia e tutela dei diritti, pilastri imprescindibili per uno sviluppo davvero sostenibile. A cinque anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, le tensioni geopolitiche, le disuguaglianze e la crisi climatica mettono a dura prova la capacità di rispondere alle sfide globali. Nonostante ciò, segnali positivi arrivano dalla diplomazia internazionale, come il “Patto sul Futuro” dell’ONU e l’“Impegno di Siviglia per la finanza allo sviluppo”, che indicano una rinnovata volontà di cooperazione per la sostenibilità ambientale.

La situazione italiana, analizzata nel Rapporto, è critica: su 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), 6 mostrano un peggioramento rispetto al 2010 (sconfiggere la povertà; acqua pulita e servizi igienico sanitari; ridurre le disuguaglianze; vita sulla Terra; pace, giustizia e istituzioni solide; partnership). Altri 4 obiettivi sono stazionari (sconfiggere la fame; salute e benessere; imprese, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili), mentre solo 6 registrano miglioramenti limitati (istruzione di qualità; parità di genere; energia pulita e accessibile; lavoro dignitoso e crescita economica; lotta contro il cambiamento cli matico; vita sott’acqua) e l’economia circolare rileva un forte aumento. Ancora più allarmante è la mancanza di una strategia post-PNRR, che lascia il Paese in una condizione di fragilità economica, sociale e ambientale. Secondo l’ASviS, senza una profonda revisione del Piano Strutturale di Bilancio (PSB) e interventi innovativi, l’Italia non centrerà i traguardi dell’Agenda 2030.

Il Rapporto non si limita a fotografare la situazione, ma indica cinque “leve trasformative” per invertire la rotta: governance, capitale umano, finanza, cultura e partnership. L’ASviS propone di intervenire su sei aree strategiche: salute, istruzione, economia sostenibile, sistemi alimentari resilienti, decarbonizzazione e accesso universale all’energia. L’obiettivo è costruire una governance anticipante, capace di prevedere i rischi e orientare le scelte pubbliche nel medio-lungo periodo, coinvolgendo attivamente i giovani e la società civile.

In questo scenario complesso, lavorare su progetti che uniscono ricerca, formazione e partecipazione attiva dei territori significa contribuire a costruire quel futuro sostenibile che il Rapporto ASviS indica come possibile, ma non scontato. La transizione ecologica e sociale non è solo una sfida globale, ma anche un’opportunità per ripensare il nostro modo di vivere, produrre e collaborare. Servono coraggio, visione e azione collettiva. Servono visione, coraggio e azione. Confini è pronta a fare la sua parte, insieme a chi crede che un altro futuro sia possibile.